Produttività

Oggi picnic asiatico… veniamo pur sempre dalla città!!

Ok, queste non sono esattamente giornate super produttive, diciamolo. Sarà che dopo un picnic (asian style, e va bene non è che mangiamo SEMPRE cose sane…) sotto questo sole d’inverno, col vento che fruscia tra le foglie del nostro piccolo bosco (immaginatevi il suono per un attimo…), e con questo panorama davanti agli occhi, prende un po’ di pigrizia… Poi magari, arrivare un po’ prima al mattino non guasterebbe, ma tralasciamo i dettagli organizzativo-familiari!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Dunque… Eravamo rimasti alla demolizione della fascia in cemento sulla facciata.

Dove eravamo rimasti…

Il lavoro fatto a mano è PIUTTOSTO duro, ce ne siamo accorti subito… infatti la settimana successiva siamo tornati con un nuovo fantastico prestito: un trapano demolitore! Il sogno di Daniele. Il lavoro è risultato molto più veloce, e anche più pulito. Beh questo era solo in prova, e infatti: acquisto approvato, si compra il trapano! Di seconda mano, ovviamente.

Lavoro finito!

Lavoro finito!

La cosa interessante è stata scoprire particolari celati sotto l’intonaco, Daniele ha praticamente “disseppellito” una porta affacciata sulla scalinata esterna, che originariamente conduceva alla cantina al piano seminterrato. Chissà quante scoperte di questo tipo si potrebbero fare togliendo tutto l’intonaco?! Per adesso ci terremo il dubbio, perché stonacare un’intera facciata è piuttosto costoso, questa è l’unica certezza pur non avendo ancora in mano i preventivi, e sicuramente non è uno degli interventi più urgenti.

 

Boiserie… sparitaaa!

Io invece mi sono occupata della meravigliosa finta boiserie, in pura plastica, che ricopriva la parte bassa delle pareti della cucina e del salotto. Negli anni ’70 (data presumibilissima dell’orrido restyling) abbiamo ormai tristemente appurato che si tendeva a imbruttire ciò che era naturalmente bello, abbiamo visitato tante case in cui ristrutturazioni più recenti andavano a nascondere o sostituire i particolari più caratteristici, primi fra tutti i poveri, bistrattati pavimenti in cotto. Purtroppo in questa casa abbiamo diversi esempi di questi interventi, basti pensare al linoleum finto parquet che ricopre il pavimento in cotto rustico di una stanza da letto, o alle piastrelle, sempre in finto parquet, che in un’altra stanza sono addirittura state sostituite al pavimento originale, così come il “minestrone” tipico di tutte le case dei nostri nonni, o ancora alla prima rampa della scala, in cui i gradini in pietra sono stati sostituiti con una beola tutta squadrata, a mio parere moooolto “condominio di periferia”. Che peccato! Avremo alcuni pavimenti da salvare, altri da rifare completamente, e per fortuna che nel garage è rimasto un deposito di materiali originali! Almeno erano saggi questi nonni.

Per staccare la boiserie abbiamo utilizzato… le mani… e una spatola rigida, e il martello nei punti inchiodati al muro. Staccati i mille chiodi che la fissavano, grattato un po’ di intonaco in fase di distacco, questo è quello che rimane, muro scrostato… e a me piace… sono pazza lo so, o forse guardo troppe riviste di arredamento (badate bene, ho scritto “guardo”)! Già immagino una stilosissima cucina effetto vintage/moderno, forse però qualcuno non sarà d’accordo…

Muri scrostati, la mia passione?! Perché???

Muri scrostati, la mia passione?! Perché???

Naturalmente per fare tutte queste operazioni ci siamo muniti delle protezioni più comuni: guanti da lavoro di un certo spessore, mascherine, occhiali protettivi, scarponi rigidi da montagna. Dal mal di schiena ancora non ci protegge niente, però…

Non è mancato un momento di pausa, utile per fare una prima perlustrazione del bosco ormai in stato selvatico. Originariamente non era un terreno boschivo, così ci ha detto la precedente proprietaria. Doveva esserci una vigna, degli alberi da frutto, e un orto da qualche parte, ma ora sono cresciuti alberi ovunque, crediamo siano acacie ma solo dalla corteccia non è facile giudicare, e il bosso si è impadronito del resto. Tagliando un po’ di rami ci siamo fatti strada, all’inizio il pendio è un po’ ripido ma poi ritroviamo una parte più in piano. Qui dovremo decisamente studiare delle soluzioni per facilitare l’accesso!! E comunque, gli alberi da frutto ci sono ancora, ottimo!

Giornata volata via, come al solito. Ma non posso terminare senza un panorama stupendo… Ciao ciao…

Foschia sulle colline del Monferrato

4 thoughts on “Produttività

  1. La Didona il said:

    Mica l’avevo ancora visto il blog, che bello. Anche la casa! Buon lavoro!

    • lastue il said:

      Ciao Didona!! Grazie mille della visita e del commento! Eh sì abbiamo da lavorare…