Neve

Neve sulle colline.

È passata qualche settimana dall’ultima neve, ma ci sono tante cose da raccontare.

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Intanto due colori. Bianco e terra.

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E foschia.

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E poi gli alberi, le strade, le zolle dei terreni coltivati che qua e là interrompono il candore. Che meraviglia!

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Persino i pali della luce in questo contesto acquistano poesia! Bello bellissimo, ogni settimana abbiamo un panorama diverso davanti agli occhi!

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Come sottofondo durante il viaggio un album di qualche anno fa, Roseland NYC Live dei Portishead, sonorità fredde che ben si sposano con il clima, e visto che in casa si gela (non ci siamo azzardati ad accendere di nuovo il camino per non intossicarci di fumo) ci accompagna anche durante il (freddo) pranzo consumato in macchina.

Per scaldarci comunque abbiamo un bel po’ di lavori che ci attendono. Daniele ha finito di stonacare la (ex) stanza rossa, ecco il risultato:

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Un bel mucchio di macerie da rimuovere! Pala, carriola, gambe e fianchi per non gravare troppo sulla schiena! Accumuliamo tutto in un angolo del cortile, dove possa risultare comodo caricarle nel furgone per portarle in discarica.

Sotto l’intonaco abbiamo trovato una bella cornice in mattoni attorno alla porta.

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Inoltre una serie di aperture murate con dettagli stupendi:

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Strani fori nel muro (non sappiamo a cosa servissero) e pietra di cantone tra i mattoni:

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Ma ne avevamo già parlato, lo so. Comunque, per terminare una stanza (quattro pareti) Dani ha impiegato circa 10 ore di lavoro.

Io intanto mi sposto al piano di sopra per dedicarmi allo smantellamento del linoleum nella stanza sopra la cucina. Ho staccato tutti gli zoccolini e due barre in ottone avvitate sul pavimento in cotto (che fantasia!) per assicurare il linoleum a terra (mica che scappi…).

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Avevano adoperato il linoleum per coprire il pavimento in cotto, che una volta era il pavimento di tutte le case di campagna. Materiale povero evidentemente, mentre ora te lo fanno pagare uno sproposito, sia nuovo che di recupero! Queste sono mattonelle quadrate di 16 cm di lato, che venivano trattate con “sangue di bue”, una sostanza (non meglio specificata, non so neppure se fosse chimica o naturale) dalla colorazione di un rosso intenso, che doveva essere ripassata molto spesso. Questo ce lo raccontò la sindaca di Vignale Monferrato quando siamo stati a vedere la sua casa, compreso il fatto che per loro, ai tempi, sostituire i pavimenti con la graniglia era un notevole progresso, proprio perché potevano evitare di usare sempre il sangue di bue per dar colore ai pavimenti. Sì, ma che peccato!

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Sotto la vernice rossa si vede il colore originale del cotto.

Finisco anche di pulire le stanze con l’aspira-ragnatele, un po’ più pulite fanno un effetto davvero diverso! Daniele invece comincia la demolizione del bagno, sempre al piano di sopra.

Parlando in generale di come vogliamo ristrutturare casa, a noi piace complicarci la vita, quindi abbiamo precise esigenze riguardo materiali e finiture, e altrettanto precise contraddizioni da affrontare.

Stiamo tentando di riportare il più possibile l’edificio allo stato originario, eliminando ogni traccia degli interventi eseguiti negli anni ’60 e ’70: rimetteremo i pavimenti originali, le pietre originali sulla scala, demoliremo il bagno al primo piano (sì certo il bagno serve, ma… non in quella posizione! È il bagno più panoramico della casa!!), riapriremo molte porte e finestre murate, ove possibile cercheremo di riportare alla luce elementi nascosti, quali mattoni e pietre in tufo, particolari architettonici come i mattoni messi di costa, le architravi in legno, le pianelle in cotto dei soffitti a voltine (da sabbiare completamente) e la volta che sovrasta l’ingresso e le scale.

L’idea di base sarebbe rispettare la tipicità e l’originalità del luogo.

Allo stesso tempo vanno progettate tutte quelle “amenità” che fanno di una casa UNA CASA, non so, il riscaldamento con relativo impianto termo-idraulico, i servizi igienici, i pavimenti mancanti e i rivestimenti, l’impianto elettrico, potremmo addirittura avventurarci nel mondo della produzione di energia pulita, o della domotica… ecco, qui iniziano le contraddizioni.

Perché, innanzi tutto, vorremmo una casa a risparmio energetico, ecologica, rispettosa dell’ambiente e delle persone che la abiteranno, che segua per quanto possibile i dettami della bioedilizia.

Poi, vorremmo una casa rifinita con materiali naturali, che permettano ai muri di respirare, senza l’utilizzo di troppi additivi chimici, che poi respireremmo noi, ed energeticamente in sintonia con il territorio circostante (dubbi? Ne riparlerò.).

Però vorremmo anche un’abitazione che rispecchi noi e la nostra passione per l’interior design, la decorazione e il fai da te, di cui questa casa è in effetti lo sfogo, la tela bianca! Del resto, tutto è nato dalla voglia di avere spazio, e spazio da arredare a piacimento, tra mercatini e “Fuorisaloni” (siamo da anni assidui frequentatori del Fuorisalone, che si tiene durante il Salone del mobile di Milano), Ikea e vecchie cose recuperate da parenti e amici. E questo non sempre fa rima con i punti precedenti…infatti, alcuni dei particolari che amiamo e vorremmo inserire nella nuova casa potrebbero non essere sempre esattamente green, o magari non proprio attinenti allo stile del Monferrato, o del Piemonte, o per niente italiani!!! Di cosa parlo?

Ad esempio, delle vecchie maioliche, quelle in bianco e blu tipo azulejos, o in stile ‘900 con decori floreali o geometrici, comunque che di piemontese han poco… Ne ho trovate di magnifiche a… Caltagirone…

http://www.madeamano.it/

Oppure, della mia passione per le vetrate in stile “elettrauto”, quelle industriali che stanno tanto bene nei loft, tipiche abitazioni di campagna insomma… e che, tra l’altro, in quanto a dispersione energetica non hanno molto da invidiare a un buco nel tetto…

Su alcune cose, poi, io mi impunto proprio: ad esempio voglio assolutamente mantenere gli infissi originali delle finestre, li trovo bellissimi, ma ovviamente non prevedono doppi vetri, e quindi non prevedono nemmeno il risparmio energetico… bisognerà fare qualche modifica per renderli un po’ più isolanti.

E poi, ovviamente, ci sarà un budget da rispettare: lacrimuccia… Diciamo che le piastrelle da 100 €/mq magari le terremo per piccoli dettagli in determinati ambienti, per i restanti troveremo un compromesso in qualche grande magazzino (sia ben chiaro, non cederò mai ai capitolati standard delle attuali nuove costruzioni: piastrella rosa 40×40 in diagonale fugato, dovrete passare sul mio cadavere!!!). Ok, evidentemente non saremo degli estremisti della bio-edil-original-monferraticità, ma questa è la confusione di base. Volevo dire, la filosofia di base.

Come farò ad abbinare TUTTO QUESTO???????????????????????????????????????????????????????

Alla prossima  ;-)

2 thoughts on “Neve

  1. Paola il said:

    Che bel blog pieno di particolari! Sicuramente sarà di ispirazione a chi sta ristrutturando o vuole ristrutturare casa!
    Bravi!!!!